Come scegliere il miglior hosting per il tuo sito web
Quasi tutti i provider promettono SSL gratuito, installazione di WordPress in un clic e "spazio illimitato".
Sono cose che ormai trovi ovunque, quindi non ti aiutano a decidere. Quando confronti un hosting per sito web
conviene farsi cinque domande, sempre le stesse:
- Quanto pago dal secondo anno? Il prezzo in vetrina vale quasi sempre solo per il primo periodo.
- Per quanti mesi mi lego? Alcune promo richiedono di pagare in anticipo 12 mesi, altre 48.
- Dove stanno i server? Italia, Unione europea o fuori: cambia la latenza e il quadro GDPR.
- Quanto indietro posso tornare con i backup? Da pochi giorni a un mese, a seconda del piano.
- Chi mi risponde, e in che lingua? Chat, telefono, ticket, orari e supporto in italiano.
La classifica qui sopra mette in fila i provider proprio su queste domande. Il peso più alto va al costo medio
in 3 anni, perché è la voce che sorprende di più chi guarda solo il prezzo d'ingresso. Se parti da zero e vuoi
prima capire i termini, la guida su cos'è un hosting e come funziona spiega le basi in
pochi minuti; per un percorso passo per passo c'è la checklist per scegliere l'hosting.
Che tipo di hosting ti serve
Questa pagina confronta l'hosting condiviso, cioè la soluzione con cui parte la maggior parte dei siti vetrina,
dei blog e dei piccoli progetti. Non è però l'unica strada. Se il tuo progetto ha esigenze precise, parti dalla
sezione giusta:
Se la differenza tra queste formule non ti è chiara, la guida su
condiviso, VPS, cloud e dedicato le mette una accanto all'altra.
Hosting italiani o esteri: cosa cambia davvero
Chi cerca "hosting Italia" di solito vuole due cose: server vicini e assistenza nella propria lingua. Tra i
provider del confronto, Aruba, Keliweb, Netsons, Serverplan, Ergonet e VHosting dichiarano datacenter in Italia.
Aruba ne elenca diversi di proprietà, ad Arezzo, alle porte di Milano e a Roma; Keliweb parla di un datacenter di
proprietà alimentato da energie rinnovabili; Ergonet usa sale dati a Roma e Bergamo, VHosting a Milano, Torino e
dintorni. OVHcloud elenca una region a Milano, ma le sue pagine non dicono quali prodotti
vi siano ospitati.
Gli hosting esteri non sono per forza una scelta peggiore. Hostinger ha datacenter in Francia, Germania,
Lituania, Paesi Bassi e Regno Unito. SiteGround usa Google Cloud e permette di tenere i dati nell'Unione europea.
Il web hosting di Hetzner gira solo su server a Norimberga. SupportHost usa datacenter in Germania e
Finlandia, Cloud86 nei Paesi Bassi. Register.it e Shellrent, invece, non dichiarano dove si trovano i server nelle
pagine che abbiamo letto, e GoDaddy parla solo di datacenter in Nord America ed Europa. Per un sito che tratta dati personali di clienti italiani vale la pena
leggere la guida su datacenter in Italia e GDPR prima di firmare.
Sul supporto le differenze sono più nette. Aruba offre assistenza 24/7 via chat, telefono e ticket; IONOS ha
un numero verde italiano attivo 24/7; Hostinger risponde in chat 24/7 in italiano, ma non pubblica un numero di
telefono. Netsons ha chat e telefono dal lunedì al venerdì dalle 9 a mezzanotte e con orari ridotti nel weekend,
mentre il ticket è sempre aperto. SupportHost risponde 24/7 ma solo via ticket. SiteGround e Hetzner non
dichiarano un supporto in italiano, e per l'Italia GoDaddy indica un'assistenza 24/7 in inglese.
Il prezzo che conta: rinnovo e costo in 3 anni
Il primo anno di un piano base costa spesso meno di un caffè al mese. Il rinnovo è un'altra storia: nei
piani d'ingresso del confronto va dallo stesso prezzo della promo (SupportHost e VHosting rinnovano senza aumenti)
fino a oltre cinque volte tanto. Per questo il
punteggio non usa il prezzo d'ingresso, ma la media mensile su 36 mesi: mesi in promo al prezzo scontato, mesi
restanti al prezzo di rinnovo.
Con questo calcolo cambiano le posizioni. Un piano che parte basso ma rinnova alto può costare in media più
di un piano senza sconti, come quello di Hetzner, che pubblica un prezzo mensile senza promo e senza vincolo di
durata. Il dettaglio di ogni provider è nella tabella dei piani dentro la classifica; per capire come difenderti
dai rinnovi leggi la guida sul prezzo di rinnovo dell'hosting. Se il budget è
il tuo vincolo principale, la pagina sull'hosting economico mette i provider in fila solo
per costo.
Prezzi IVA esclusa. Quasi tutti i provider italiani ed europei mostrano i prezzi
senza IVA. Se sei un privato, aggiungi il 22%: un piano da 2-3 € al mese costa di più quando arriva la fattura.
Backup: il dettaglio che si nota solo quando serve
Un backup è utile solo se è recente, completo e facile da ripristinare. Tra i piani shared del confronto,
SiteGround conserva backup giornalieri per 30 giorni, OVHcloud fino a 30 giorni, Register.it permette il
ripristino in un clic fino a 28 giorni e Netsons usa JetBackup con più punti di ripristino. SupportHost tiene
30 giorni di backup giornalieri su un datacenter esterno, Ergonet da 15 giorni sul piano base, VHosting 14 sul
Low Cost. Serverplan fa un backup giornaliero di sito, posta e database, Cloud86 conserva le copie solo 7 giorni. Al contrario, il piano Premium di Hostinger include solo backup
settimanali: quelli giornalieri partono dal piano Illimitato. Per sapere cosa chiedere al provider c'è la guida
sul backup dell'hosting.
Domini, email e il resto dell'ecosistema
Un sito non vive di solo hosting. Ti serve un nome a dominio, quasi sempre una casella email professionale e,
se cambi provider, un trasloco senza perdite. Ogni tema ha la sua sezione:
- Dominio. Molti piani includono il dominio solo il primo anno; Aruba lo include anche al rinnovo,
Serverplan lo dà gratis per sempre con l'hosting e SupportHost per sempre con il ciclo annuale. Prezzi ed estensioni sono nella pagina su come
registrare un dominio.
- Email. Le caselle incluse nell'hosting bastano per iniziare, ma hanno limiti di spazio. Le soluzioni
dedicate sono confrontate nella pagina sull'hosting email.
- Budget zero. Se vuoi partire senza spendere, la pagina sull'hosting gratuito
spiega cosa offrono davvero i provider e con quali limiti.
- Trasloco. Diversi provider offrono la migrazione gratuita; la guida su come
trasferire un sito ti aiuta a non perdere email e posizionamento.
Se invece vuoi vedere tutti i numeri di tutti i provider in una sola tabella, c'è il
confronto completo degli hosting.
Come leggiamo i dati
Ogni dato di questa pagina viene dai siti ufficiali dei provider e, per le valutazioni degli utenti, da
Trustpilot. Non pubblichiamo opinioni su prove dirette: riportiamo quello che i provider dichiarano e lo
mettiamo a confronto con criteri uguali per tutti, descritti nella pagina sulla metodologia.
I prezzi sono indicati per fasce, perché le promozioni cambiano più spesso di quanto si aggiorni una guida.
ScalaHosting, hosting.com e Artera non
entrano in classifica perché nelle loro pagine lette non ci sono prezzi in euro.
Alcuni link verso i provider sono di affiliazione: come funziona e perché non cambia l'ordine è spiegato nella
pagina sull'affiliazione.
Domande frequenti
Qual è il miglior hosting in Italia?
Non esiste un vincitore per tutti. Con i nostri criteri, che pesano soprattutto il costo in 3 anni, le recensioni Trustpilot e i backup, la classifica qui sopra indica chi offre il miglior equilibrio per un sito su hosting condiviso.
Meglio un hosting italiano o estero?
Un hosting italiano ti dà server vicini e, di solito, assistenza in italiano. Un provider estero con datacenter nell'Unione europea può comunque essere una buona scelta: controlla dove stanno i server e in che lingua risponde il supporto.
Quanto costa un hosting per un sito web?
I piani base partono da meno di 1 € fino a 3-5 € al mese IVA esclusa per il primo periodo. Al rinnovo il prezzo sale, in alcuni casi di oltre cinque volte: per questo confrontiamo il costo medio in 3 anni.
Mi serve un hosting WordPress o basta un hosting normale?
Un hosting condiviso fa girare WordPress senza problemi. I piani dedicati aggiungono installazione automatica, cache e strumenti specifici: li trovi nella
classifica WordPress.
Il dominio è incluso nell'hosting?
Spesso sì, ma quasi sempre solo per il primo anno. Aruba lo include anche al rinnovo, Serverplan per sempre con le estensioni .it ed .eu, SupportHost per sempre con il pagamento annuale. Controlla sempre quanto costa il dominio dal secondo anno.